Nuovi arrivati

Milioni di persone sono toccate dal consumo eccessivo d’alcool di una persona che è loro vicina, ma a volte è difficile riconoscerlo. Come l’alcolista, la persona a lui vicina ha tendenza a negare il problema o a minimizzarlo.

Le seguenti domande possono aiutarvi a determinare se siete in questa situazione.

Per quanto sia difficile riconoscere che si è danneggiati dal consumo d’alcool di una persona a noi cara, spesso è ancora più arduo saperlo quando si è cresciuti accanto a un genitore alcolista. Non si osa ammetterlo a se stessi o si preferisce mantenere un dubbio. Anche quelli che lo ammettono apertamente non riconoscono sempre il ruolo che questa malattia ha avuto nel formare le persone che sono oggi. Non è sorprendente che siano perplesse quando scoprono che la loro attuale vita è incontrollabile. Le seguenti domande possono aiutarvi a determinare se l’alcolismo di un’altra persona ha influenzato la vostra infanzia


Informazioni su alcolismo

Cos’è l’alcolismo?

L’alcolismo é riconosciuto come una malattia in cui uno dei sintomi è un’ossessione compulsiva – un desiderio incontrollabile – di bere. La sua evoluzione può essere fermata, ma non si guarisce. L’alcolismo è una malattia progressiva e, finché l’alcolista continuerà a bere, il suo bisogno aumenterà. L’unico modo di bloccare l’alcolismo è l’astinenza totale. L’alcolismo pregiudica tutta la famiglia; in effetti, ogni persona che è in contatto con l’alcolista, èmalata. La sola persona che può decidere di smettere di bere, è l’alcolista stesso. La speranza di guarigione sta nella sua capacità di riconoscere che ha bisogno d’aiuto, il suo desiderio di smettere di bere e il suo consenso nell’ammettere che non può uscirne da solo.

Chi sono gli alcolisti?

Si trovano alcolisti in tutti gli strati sociali. Più del 95% degli alcolisti hanno una famiglia, degli amici e un impiego. Talvolta se la sbrogliano relativamente bene, ma alcuni aspetti della loro vita possono risentirne. Il loro consumo d’alcol è causa di un problema crescente e continuo nella loro vita e in quella di chi sta loro vicino.

Come gli alcolisti influenzano la loro famiglia e i loro amici?

L’alcolismo è un male famigliare. Questa malattia affligge tutti quelli che sono in relazione con la persona che beve. Le persone che hanno rapporti stretti con l’alcolista sono le più colpite, e quelle che sono più profondamente danneggiate dal loro comportamento, sono quelle che più gli sono affezionate.

Rapidamente, noi che stiamo loro accanto, reagiamo al comportamento degli alcolisti. Ci concentriamo su di loro, su ciò che fanno, dove si trovano e quanti bicchieri bevono. Proviamo a controllare il loro consumo. Ci sentiamo responsabili per quello che succede, e ci addossiamo i mali e il senso di colpa dell’alcolista. Possiamo diventare dipendenti dall’alcolista come l’alcolista dall’alcol. Anche noi diventiamo malati e infelici.

Sei turbato da un bere eccessivo di qualcuno?

  1. La quantità d’alcool consumata da un’altra persona vi preoccupa?
  2. Avete noie finanziarie a causa del consumo d’alcool di un’altra persona?
  3. Mentite per nascondere il consumo d’alcool della persona che beve?
  4. Credete che se la persona che beve vi amasse veramente, smetterebbe di bere per farvi piacere?
  5. Addossate la responsabilità del comportamento della persona che beve alle sue frequentazioni?
  6. I vostri progetti sono spesso cambiati o annullati, o i pasti sono spesso ritardati a causa della persona che beve?
  7. Fate delle minacce come “Se non smetti di bere, ti lascio”?
  8. Provate discretamente a sentire l’alito della persona che beve?
  9. Avete paura di contraddire la persona che beve per timore di spingerla al consumo?
  10. Siete già stati feriti, imbarazzati o disturbati dalla condotta della persona che beve?
  11. I giorni liberi e le feste sono rovinati a causa del consumo d’alcool?
  12. Avete già pensato di domandare aiuto alla polizia perché avevate paura della violenza?
  13. Rovistate la casa alla ricerca di bevande alcoliche?
  14. Vi succede spesso di essere in macchina con un guidatore che ha bevuto?
  15. La paura o l’ansia vi fanno rifiutare degli inviti?
  16. Provate talvolta un sentimento di sconfitta pensando a tutto quello che avete fatto per impedirle di bere?
  17. Pensate che gli altri vostri problemi finirebbero se la persona che beve smettesse di farlo?
  18. Avete già minacciato di ferirvi per spaventare la persona che beve?
  19. Vi sentite spesso arrabbiati, confusi o depressi?
  20. Avete l’impressione che nessuno capisca i vostri problemi?

Se avete risposto si a qualcuna di queste domande, è probabile che siate afflitti dal consumo d’alcool di un’altra persona. I gruppi famigliari Al-Anon possono aiutarvi ad adottare un atteggiamento più sano rispetto a voi stessi e alla persona che beve.

Sei cresciuto con un alcolizzato malato?

  1. Cercate costantemente l’approvazione e il consenso?
  2. Siete incapaci di riconoscere i vostri talenti?
  3. Avete paura della critica?
  4. Avete tendenza a fare più del dovuto?
  5. Avete avuto dei problemi con il vostro comportamento compulsivo?
  6. Ricercate la perfezione?
  7. Siete ansiosi quando tutto va bene nella vostra vita, anticipando continuamente delle difficoltà?
  8. Vi sentite più vivi in una situazione di crisi?
  9. Vi sentite ancora responsabili degli altri, come vi sentivate con l’alcolista nella vostra vita?
  10. Vi preoccupate facilmente per gli altri, avendo allo stesso tempo difficoltà a occuparvi di voi stessi?
  11. Vi isolate dagli altri?
  12. Avete paura davanti a delle persone in collera o con funzioni di autorità?
  13. Avete l’impressione che la gente e la società generalmente approfittano di voi?
  14. Avete problemi nelle relazioni intime?
  15. Confondete la pietà e l’amore, come facevate con l’alcolista?
  16. Attirate e/o cercate persone che hanno un comportamento compulsivo e/o abusivo?
  17. Vi aggrappate ai vostri amici perché avete paura di stare soli?
  18. Vi capita spesso di dubitare dei vostri sentimenti e di quelli espressi dagli altri?
  19. Avete difficoltà a identificare ed esprimere i vostri sentimenti?

Se avete risposto si a qualcuna di queste domande, siete stati senza dubbio toccati dall’alcolismo di un parente prossimo. L’alcolismo è una malattia che influenza tutta la famiglia: quelli tra noi che hanno vissuto a contatto di questa malattia durante l’infanzia, vivono problemi specifici che i gruppi famigliari Al-Anon aiutano a risolvere. Esistono delle riunioni destinate soprattutto agli adulti figli d’alcolisti. Le troverete nella lista delle nostre riunioni.

Funzionamento di Al-Anon

Il consumo d’alcol di un’altra persona vi disturba, vi imbarazza o vi preoccupa?

Avete voglia di venire a una riunione ma vi domandate quello che ci troverete, esitate.

I testi che troverete in questa rubrica forse rispondono alle domande che vi ponete. In caso contrario, se avete altre domande, non esitate a prendere contatto via mail o per telefono. Sarete messi direttamente in contatto con un(a) partecipante ai gruppi Al-Anon.

Chi partecipa alle riunioni?

Se siete preoccupati dal consumo d’alcol di un’altra persona, potete assistere alle riunioni Al-Anon. Non è necessario che questa persona riconosca di essere alcolista o che voi siate veramente sicuri che lo sia. È sufficiente che siate – o siate stati – disturbati dal suo consumo. Non importa se la persona alcolista beve ancora o se ha smesso, se è morta o fisicamente lontana da voi. Non è necessario fissare un appuntamento.

I partecipanti ai gruppi Al-Anon sono dei genitori o degli amici intimi:

− Di un alcolista sobrio, membro degli AA (Alcolisti Anonimi);

− Di un alcolista che prova a superare la sua ossessione di bere, ma che fa periodicamente ricadute;

− Di un alcolista che rifiuta aiuto da chiunque;

− Di un alcolista che non si riconosce come tale;

− Di un alcolista deceduto, con il quale il partecipante non vive più o dal quale ha divorziato.

I partecipanti hanno tutti un punto in comune: credono che la loro vita sia stata profondamente influenzata dal consumo d’alcol di qualcun altro.

Nei gruppi troverete gente di ogni categoria sociale, di ogni razza e di ogni età. Questa diversità contribuisce alla condivisione di esperienze ricche e variate, in un clima amichevole.

Come può aiutarmi Al-Anon?

Ci riuniamo per condividere le nostre esperienze, la nostra forza e la nostra speranza. Anche se ogni situazione èparticolare, incontrerete persone che condividono i vostri sentimenti e le vostre emozioni. Vi renderete conto che non ci sono situazioni troppo difficili per essere migliorate, né sofferenza troppo grande per essere alleviata.

Non siamo dei professionisti. Non diamo nessun consiglio e non raccomandiamo nessuna possibilità esterna. Non offriamo nessun sostegno finanziario e non forniamo aiuto sociale.

Ognuno può partecipare alle riunioni quando lo desidera. Non teniamo nessuna lista di presenze.

Non vi è nessun obbligo di parlare in prima persona: ognuno è libero d’esprimersi o no. Si può andare alla riunione con la sola intenzione d’ascoltare le testimonianze altrui.

Qualcuno dirà in seguito che ho partecipato alla riunione?

L’anonimato è uno dei principi fondamentali di Al-Anon. Durante le riunioni utilizziamo solo il nostro nome, o addirittura uno pseudonimo.

Non ripetiamo quello che abbiamo sentito durante le riunioni e non riveliamo l’identità delle persone che v’incontriamo.

È in questo modo che possiamo creare un clima di fiducia in cui ognuno può esprimersi in tutta sicurezza.

È un’associazione religiosa?

Al-Anon si basa su un programma di carattere spirituale, non religioso, adatto a tutti, qualunque sia la propria fede o mancanza di fede.

Teniamo in considerazione che esiste qualcosa che ci trascende, ma ognuno è libero di definirlo come più gli piace. Non discutiamo mai di una confessione religiosa in particolare.

Chi dirige i gruppi?

Siamo tutti uguali e siamo tutti responsabili: nessuno è capo. Per poter funzionare, abbiamo bisogno di eleggere,per alcune funzioni, dei partecipanti: durante dei periodi corti, da tre mesi a un anno circa, una persona risponderà al telefono, un’altra si occuperà della cassa, altre organizzeranno un week-end d’incontro, ecc..

Quanto costa?

Non ci sono spese d’iscrizione, né tasse. Durante le riunioni, facciamo passare un cappello in cui ognuno mette quello che vuole.

Questi soldi sono utilizzati per pagare l’affitto delle sale d’incontro e finanziare la permanenza telefonica, l’invio di documentazioni o la stampa di libretti.

Riusciamo a coprire i nostri bisogni grazie alla vendita dei nostri libri e ai contributi volontari dei partecipanti. Non accettiamo sussidi o finanziamenti esterni.

Cos’è una riunione Al-Anon Figli Adulti?

Si tratta di riunioni Al-Anon destinate specialmente agli adulti figli d’alcolisti. Alcuni membri di Al-Anon, essendo cresciuti in un ambiente alcolista, hanno sentito il bisogno di riunioni specifiche.

Tutti abbiamo delle storie di famiglia che comportano eventi imbarazzanti, se non devastanti. Per fortuna, l’esperienza, la forza e la speranza espresse dagli altri partecipanti ad Al-Anon, possono aiutare a indagare nelle proprie origini e a guarire malgrado un passato difficile.

Testimonianza di una nuova arrivata

“La mia tendenza a vivere in isolamento è cominciata nell’infanzia, quando il comportamento abusivo di mia madre divenne una fonte di tristezza e vergogna. Ho affrontato tutto ciò restando una piccola “brava ragazza” e tenendomi dentro i miei sentimenti. Parecchi anni dopo, la sofferenza provocata dall’alcolismo di mio marito mi ha di nuovo spinta a chiudermi in me stessa. Quando il dolore è diventato insostenibile, ho deciso di provare i gruppi Al-Anon. Ci sono andata, contro voglia, volendo dimostrare che non era quello che faceva per me: “Almeno non mi si potrà rimproverare che non ho provato tutto!”.

Entrare in una stanza piena di sconosciuti era spaventoso, ho quindi rimesso la mia maschera per dare l’illusione che tutto andasse bene. Per poter scappare nel caso le cose si mettessero male, mi sono seduta il più vicino possibile all’uscita. La riunione è cominciata: i partecipanti si chiamavano per nome e si davano del tu. Mi hanno dato il benvenuto. La gentilezza, la considerazione e il rispetto che mi sono stati mostrati, mi hanno sconvolto, ma non ho lasciato trasparire niente.

Mi è stato detto che ero libera di parlare o di non dire niente. Ho detto che non volevo dire niente. Mi è stato detto che se lo desideravo, potevo restare dopo la riunione e che i partecipanti avrebbero risposto a tutte le mie domande.

All’inizio ero così tesa che non capivo neanche quello che gli altri partecipanti dicevano. Quello che mi ha sorpreso è che erano di buon umore e che riuscivano a discutere senza toni drammatici di soggetti che a me sembravano talmente gravi. A poco a poco, mi sono rilassata e ho cominciato a capire di cosa parlavano.

Raccontavano la loro storia con forza e onestà. E per quanto incredibile possa sembrare, mi riconoscevo nei loro sentimenti e nelle loro emozioni. A quel punto ho sentito una cosa che mi ha veramente dato voglia di ritornare: “Non sei la causa del consumo di alcol dell’alcolista, non puoi controllare il suo comportamento e non puoi farlo smettere di bere.”. Ho provato un sollievo immenso. Ero “al posto giusto”.

Nonostante questo, sono partita subito dopo la riunione, senza parlare a nessuno. Avevo provato così tante emozioni che ero stanca e sono andata direttamente a dormire. Mi ci sono volute tante riunioni per smettere di tenere alzata la guardia. Oggi posso ringraziare i partecipanti che hanno avuto la pazienza di guidarmi. Grazie a loro e alle riunioni, ho combattuto la mia paura! I miei problemi non sono spariti, anzi, ma adesso posso affrontarli anch’io, come loro, con calma e distacco.

Quando vado a un incontro e c’è un nuovo arrivato, noto a volte lo stesso sguardo incredulo, che era all’epoca il mio. Spero che questa persona potrà percepire come me le promesse contenute in questa prima riunione e mi applico per offrirgli con dolcezza ciò che ho ricevuto.

Posso solo incoraggiare le persone che esitano a varcare la soglia di una riunione. Si troveranno di fronte a persone che hanno vissuto la stessa cosa e che si ricordano bene della loro prima volta!”

Géraldine

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